‘Giù nel cieco mondo’ è il nuovo romanzo edito NN con cui la scrittrice Yesmin Ward conferma la sua presenza fra le migliori autrici contemporanee statunitensi
“La prima arma che ho impugnato è stata la mano di mia madre. Ero piccola allora, avevo la pancia morbida.”
In ‘Giù nel cieco mondo’ di Jesmyn Ward, edito da NN, non c’è bisogno di introduzioni, descrizioni o spiegazioni: la violenza a cui è abituata Annis colpisce duramente sin dalle prime righe del libro.

La ferocia che permea la vita di questa ragazzina emerge in modo ancora più potente dalla lucida e semplice descrizione che lei stessa effettua della sua vita.
Lei e sua madre sono due tra i tanti neri sfruttati nelle piantagioni dell’America schiavista. La prima immagine che ci rimanda l’autrice di madre e figlia non è quella di due donne sottomesse però, ma di due figure femminili forti e potenti, dove la madre insegna con tenacia e durezza alla figlia l’antica arte del combattere e lottare.
“Dai capelli intrecciati tira fuori qualcosa che sembra un punteruolo bianco, sottile come un ago.
“Che cos’è?”
“Era di Mama Aza. È un pezzo di zanna di elefante. L’ha preso durante una caccia”. Me lo mette in mano ed è liscio e caldo come la sua pelle.”
Madre terra: eredità di vita e di morte
La nonna di Annis era una delle tante mogli guerriere di un re africano. Tuttavia si innamora di un altro uomo e, una volta scoperta, viene venduta ai trafficanti di schiavi e trasportata attraverso l’oceano fino in America. È già incinta della mamma di Annis quando sbarca in un nuovo mondo sconosciuto e terribile, e con il tempo insegna alla figlia le pratiche guerriere apprese in Africa.
È un’eredità di conoscenze immense: combattere, conoscere piante, arbusti e funghi, saper sopravvivere bastando a sé stesse. Tutto ciò viene trasmesso ad Annis per conto di sua madre, per tutto il tempo loro concesso.
Nonostante la fatica, i soprusi e le violenze, la presenza rassicurante della mamma rende dolce l’esistenza di Annis, il cui vero nome è Arese, anche se questo viene celato dalla madre per proteggere la sua natura.
E ben presto Arese dovrà mettere in atto gli insegnamenti ricevuti, quando il padrone bianco deciderà di vendere prima la madre e, dopo alcuni mesi, anche lei.
“Sei la nipote di una guerriera…Il re aveva migliaia di mogli guerriere. Erano le sue guardie, andavano a caccia per lui, combattevano per lui”
Gli spiriti degli antenati e delle forze della natura
La vendita di Annis la traghetta verso un inferno fatto di pelle squarciata, di stanchezza, di fame, di marce infinite, lunghe centinaia di chilometri, e traversate di fiumi mortalmente pericolosi.
Le catene tengono il suo destino collegato a quello delle tante donne che stanno marciando con lei, ma anche a quelle che lo hanno fatto prima e purtroppo saranno costrette a farlo in futuro.
Annis sente la potenza delle singole donne, comincia a evocare gli spiriti di cui sua madre le ha parlato e le forze ancestrali che, manifestandosi, le permetteranno di sopravvivere.
“La tempesta che lo spirito ha portato con sé ha coperto tutto di fango color ruggine: le mie mani, la pista infinita, il cielo attraverso i pini dritti e appuntiti…Se chiamo il suo nome, Aza verrà da me ora, durante la marcia? Anche se è impetuosa come il cuore di un uragano, le sue gonne di vento e la faccia velata di fulmini sono un sollievo.”
Inaspettato proto femminismo
La penna di Ward, dunque, delinea in maniera scorrevole e chiara la potenza degli antenati senza scadere in superstizione o ridicoli luoghi comuni, rendendo ‘Giù nel cieco mondo’ un libro credibile e affascinante.
Apprezziamo quindi la scrittura dell’autrice non solo nelle descrizioni più fiabesche ma anche nella nuova dimensione che da dell’animo degli schiavi.
Siamo infatti abituati a conoscere il fenomeno dello schiavismo americano attraverso una sterminata letteratura e cinematografia, e l’immaginario collettivo è quello di donne e uomini sottomessi al loro destino, sopraffatti da fame e stanchezza e incapaci di considerare la possibilità di essere altro che merce di proprietà dei perfidi uomini bianchi.
Nel libro della Ward emerge però un’altra caratteristica: la fame di riscatto. La voglia di affermare la propria libertà e il diritto alla felicità. In questo processo di affrancamento è indubbio il valore dell’eredità di sangue e ricordi che Arese riceve da nonna Ara per conto di sua madre.
Conscia di chi è e da dove viene, può avere la possibilità di capire dove vuole andare e non fermarsi a ciò che il destino sembra avere già deciso per lei. Un’affermazione importante che racchiude nel messaggio di consapevolezza, la determinazione di saper bastare a sé stesse e di potersi salvare da sole.
“Eppure la donna che potrebbe essere mia madre, che deve essere mia madre, non ha paura. Esce dalla foresta dritta, sicura, più aggraziata di qualunque donna abbia mai visto…”
Giù nel cieco mondo: la divina commedia dello schiavismo
La consapevolezza di Annis sulla sua esistenza è chiara fin dall’inizio. Annis nasce a seguito dello stupro subito da sua madre da parte del padrone della piantagione in cui vive.
Per la protagonista del romanzo, il suo sire è il suo padrone e anche suo padre, e le figlie del padrone sono le sue sorellastre.
E, durante le faccende domestiche che svolge nella magione, spesso ascolta il precettore delle bambine far loro lezione. Rimane affascinata dalle lezioni di letteratura su Dante, e la sua intera esistenza sembra scandita dai passi origliati della Divina commedia.
Con il costante omaggio a Dante da parte dell’autrice percorriamo così le pagine che descrivono una splendida storia commovente e dura, tenace e ispiratrice; dal titolo alla discesa agli inferi di Annis, dal passaggio dolente per la città di New Orleans, fino a quando Arese può finalmente “riemergere e riveder le stelle“.
Laura Vespa
Biografia
Yesmyn Ward vive in Mississippi ed insegna scrittura creativa alla Tulane University. Con “Salvare le ossa” (NNE 2018) e “Canta, spirito, canta” (NNE 2019) ha vinto due volte il National Book Award, prima donna dopo scrittori come William Faulkner, John Cheever, Philip Roth.
NNE ha pubblicato anche “La linea del sangue”, che completa la Trilogia di “Bois Sauvage”, “Naviga le tue stelle”, poeticamente illustrato da Gina Triplett, e il memoir “Sotto la falce”.
Giù nel cieco mondo
Yesmyn Ward
Traduzione Valentina Daniele
Editore NNE
Collana Le Stagioni
Genere Romanzo
Anno 2023
Pagine 272
