Ryan Craig è l’autore di ‘Charlotte e Theodore’, l’interessantissimo spettacolo che fino all’8 marzo ha coinvolto gli spettatori del teatro Cometa Off di Roma in un’avvincente dissertazione tra filosofie passate e presenti
Nel corso di 10 anni, Charlotte e Theodore passano da essere insegnante e allieva a colleghi e coniugi. I due accademici avranno modo di scontrarsi più volte su un appassionante piano filosofico che, nel loro caso, diventa un’opposizione di prospettive che coinvolgerà il loro pensiero e la loro relazione.

‘Charlotte e Theodore’ è una rappresentazione di altissima qualità che forte di un testo che cresce battuta dopo battuta, riesce a tenere altissima l’attenzione della platea.
Charlotte e Theodore: uno spettacolo che dice la verità
L’opera, firmata dal britannico Ryan Craig, è una ricca e avvincente dissertazione su una serie di pensieri filosofici che, seguendo l’evoluzione del pensiero umano, si sono trasformati in altrettante teorie che ai giorni nostri sembrano aver perso la centralità, diventando dei banali punti di vista verso argomenti molto più seri.
Il testo difatti insiste moltissimo su quella che oggi è chiamata cultura woke e sui controversi concetti di inclusività, di identità di genere e dei tantissimi tipi di shaming, non tralasciando tutto quello che riguarda la discriminazione in senso più lato.
Tutto questo, dunque, è raccontato all’interno di ‘Charlotte e Theodore’ con una brillante serie di dialoghi scritti in modo eccezionale da Craig, il quale riesce a creare un climax di interesse che non soltanto attrae gli spettatori, ma li spinge necessariamente a riflettere sul tema dello spettacolo.
Il giusto peso delle parole
E come era facile aspettarsi, dal momento che Charlotte e Theodore rappresentano due prospettive divergenti, le grandi polemiche attuali in merito all’uso di determinate parole, ai rischi di ferire la sensibilità altrui o al sentirsi più o meno esclusi, vengono in qualche modo ridimensionate, cercando quindi di trovare un peso più equilibrato per le insidie che sembrano nascondersi nel nostro vocabolario.
Giada Prandi e Salvatore Palombi pertanto interpretano i protagonisti con una bravura davvero notevole, creando tra loro una sintonia tangibile in quanto attori e verosimile in quanto caratteri, regalando a Charlotte e Theodore due identità definite, affascinanti e solide alle quali non viene negata neppure un’importante e necessaria dose di ironia.
‘Charlotte e Theodore’ è un incantevole lavoro che non annoia mai e che forse riesce a scardinare parte di quella rigidità mentale tipica proprio di chi crede di essere, invece, estremamente elastico e di ampie vedute.
Gabriele Amoroso
Foto: Azzurra Primavera
Teatro Cometa Off
dal 3 all’8 marzo
Charlotte e Theodore
di Ryan Craig
Traduzione Enrico Luttmann
Regia Massimiliano Farau
con Giada Prandi e Salvatore Palombi
Aiuto regia Veronica Buccolieri
Costumi Michela Marino
Disegno luci Gianluca Cappelletti
Musiche Stefano Switala
Scenografia Laura Giannisi
