Il teatro Elfo Puccini di Milano ha presentato un ‘Casanova’ inedito: scordatevi il libertino avventuroso e rampante, il veneziano è invecchiato e vive ormai nei ricordi. Fabrizio Sinisi si è liberamente ispirato a “Storia della mia vita”, scritto dal personaggio principale, realmente esistito, e il regista Fabio Condemi lo ha trasformato in un capolavoro
La vicenda è ambientata nell’inverno del 1798 nel castello di Dux, in Boemia, dove l’ex donnaiolo, interpretato da Sandro Lombardi, è ormai anziano, malato e vive come bibliotecario. Il vecchio si sottopone ad una seduta di mesmerismo, la scienza antenata dell’ipnosi.

Durante tale esperienza, il paziente rievoca il proprio passato attraverso visioni, fantasmi e ricordi frammentari, immergendosi nel buio della sua psiche e in un tempo passato.
Compaiono così Casanova bambino, di cui Edoardo Matteo – per la prima volta in scena – veste i panni, Henriette, la donna per la quale Casanova da giovane ha provato vero amore e di cui non ricorda il volto, a cui Simona De Leo presta corpo e voce, la marchesa d’Urlé, compagna di ricerche e scoperte nelle pseudoscienze tanto in voga nel Settecento, come l’alchimia, impersonata da Betti Pedrazzi.
Casanova: la fine di un’era e di un uomo
L’opera vuole rappresentare il passaggio tra la fine del XVIII sec. e l’inizio della modernità.
Attraverso la decadenza dell’uomo emergono i grandi cambiamenti storici dell’epoca: il tramonto dell’aristocrazia, l’ascesa della borghesia, il declino dei miti religiosi. Stanno nascendo l’Illuminismo e il razionalismo materialista, si ritorna all’avvento del terremoto di Lisbona, in un miscuglio di passato e presente.
Per un nobiluomo al termine dell’esistenza sono inevitabili le ponderazioni sulla vita e sulla morte che non appesantiscono affatto il testo, ma affiorano dalla drammaturgia con eleganza. Il saggio non si identifica in un libertino, bensì in un filosofo poliglotta che odia il tedesco, pertanto il dramma è anche un’occasione per profonde riflessioni culturali.
Il grande simbolo di questa trasformazione e del secolo passato è Voltaire, il cui straordinario monologo da un palchetto rialzato offre allo spettatore molteplici chiavi di lettura di un secolo di mutamenti. Il filosofo è ieratico con la sua imponente parrucca, gli indumenti eleganti che lo fanno sembrare un auctoritas.
Una scenografia buia e la regia
Il nero è il colore dell’oblio di una memoria che vacilla, del sogno di un’ipnosi, della fine di un periodo storico. È nell’ombra che si aggirano gli attori, come se fossero fantasmi. Si accendono delle candele, quasi a evocare un’altra dimensione, così come riaffiorano barlumi di memoria.
In questo contesto il ritmo della performance è volutamente lento e la recitazione è statica, ma non per questo meno accattivante: i dialoghi, infatti, sono intimi e complessi. Anche la prossemica richiama le convenzioni sociali del Settecento: i personaggi raramente si sfiorano e mantengono spesso una certa distanza fisica.
La scenografia è un’imponente biblioteca che si arrampica sino al soffitto, da cui precipitano a terra libri o si aprono finestre da cui recitano alcune figure: un ambiente moderno all’interno del quale gli interpreti si muovono con naturalezza. Non è una scelta casuale: il tema della conoscenza, tanto caro a Casanova, attraversa infatti l’intera opera.
Il titolo dell’opera da cui è tratta la trama spicca in francese su uno sfondo bianco, ricordando la natura autobiografica della vicenda. Un’occasione per riflettere, emozionarsi e riscoprire una figura storica ben diversa dall’immagine stereotipata del celebre seduttore.
Valeria Vite
Foto: Luca Del Pia
Teatro Elfo Puccini | Milano
dal 19 al 24 maggio
Casanova
di Fabrizio Sinisi
liberamente ispirato a “Storia della mia vita” di Giacomo Casanova
Regia Fabio Condemi
con Sandro Lombardi
e con Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello, Betti Pedrazzi e Filippo Boncinelli
Costumi Gianluca Sbicca
Disegno luci Giulia Pastore
Musiche e sound design Andrea Gianessi
Scene e drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich
Produzione Lac – Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT | Teatro Nazionale
TPE – Teatro Piemonte Europa | Compagnia Lombardi–Tiezzi | Teatro Vascello
