Al teatro di Tor Bella Monaca di Roma, dall’8 al 13 aprile, è andato in scena, ‘7 minuti’. Lo spettacolo, scritto dal drammaturgo Stefano Massini e diretto da Claudio Boccaccini, racconta il continuo venir meno dei diritti fondamentali dei/delle lavoratori/lavoratrici, spesso tenuti/e in scacco dalla paura di perdere il posto
Al Tor Bella Monaca di Roma, dall’8 al 13 aprile, è stata riproposta la drammaturgia di Stefano Massini, ‘7 minuti’, già andata in scena l’anno scorso al teatro Vittoria capitolino. Un altro spettacolo uscito dalla potente penna di Stefano Massini, che pone l’accento, con sensibilità, acume e intelligenza, sulle problematiche sociali e lavorative del nostro tempo.

Ad occupare il palco undici brave attrici, guidate da Claudio Boccaccini, che impersonano altrettante operaie di una fabbrica tessile, elette nel Consiglio dell’azienda stessa, e chiamate a scegliere se accettare o rifiutare quella che all’inizio sembra una piccola concessione da fare alla nuova proprietà: ridurre il loro quarto d’ora di pausa pranzo di 7 minuti.
A calcare la scena undici interpreti di spessore, tra cui spicca Bianca, la portavoce del gruppo, di cui Viviana Toniolo veste i panni con maestria che, attraverso serrate e drammatiche battute, invita la sue colleghe – impersonate da Silvia Brogi, Liliana Randi, Chiara Bonome, Chiara David, Francesca Di Meglio, Mariné Galstyan, Ashai Lombardo Arop, Maria Lomurno, Daniela Moccia e Sina Sebastiani – e anche il pubblico – a cui strappa più di un applauso durante le sue lucide e coinvolgenti analisi, a riflettere e a prendere coscienza della richiesta solo apparentemente minima dei nuovi proprietari della fabbrica, che lede la loro dignità e che, soprattutto le pone di fronte a un ambiguo e basso ricatto.
7 minuti: la possibilità di perdere il lavoro
La pièce prende spunto da un fatto realmente accaduto in una fabbrica tessile di Yssingraux, cittadina del nord della Francia, dove, nel 2012, la nuova dirigenza propose alle operaie di dimezzare la loro pausa di 7 minuti, scatenando le proteste delle lavoratrici.
Grazie ai dialoghi di Massini, insignito nel 2022 dell’Oscar del teatro, il prestigioso premio Tony Award, sembra proprio di vederle queste operaie francesi, terrorizzate dalla possibilità di perdere il lavoro, e con esso i loro sogni di una vita serena.
Abile, infatti, è la regia che rimarca proprio sulla conduzione dei dialoghi serrati, efficaci e tragici dal ritmo incalzante che fa letteralmente volare l’ora e mezzo di rappresentazione.
All’inizio, appunto, la portavoce Bianca, dopo oltre tre ore di riunione con i dirigenti della nuova proprietà, fatica a far comprendere la reale portata di questa prima richiesta da parte degli stessi. Le sue colleghe hanno di fatto paura di essere licenziate per qualcosa che, forse, si può accettare. Cosa sono in fondo sette minuti di pausa in meno e di lavoro in più?
Le operaie hanno storie diverse, perché provengono da mondi e situazioni differenti: c’è la giovane immigrata che, dopo aver penato tanto per fare un lavoro finalmente dignitoso, non vuole perderlo per quella che reputa una sciocchezza, c’è la ragazza italiana che vuole sposarsi e prendere una casa in affitto, e c’è un’altra lavoratrice che ha ancora l’incubo del suo vecchio lavoro passato a pulire e ripulire pavimenti.
L’ambiente in cui si muovono le interpreti è una sala mensa ordinaria, con qualche tavolo e delle sedie. Appeso al muro c’è un grande orologio che non funziona da un bel po’, come a voler dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che il tempo delle operaie e dei loro diritti, non è di certo affare dell’azienda.
Il senso di paura
In gioco, per Bianca, non c’è solo un piccolo sacrificio, ma molto di più. I 7 minuti moltiplicati per le 300 lavoratrici che il Consiglio rappresenta, diventano 900 ore al mese in cui si sgobba gratis, e in cui non si dà la possibilità di lavorare ad altre maestranze.
Per non parlare del precedente che si andrebbe a creare per le altre fabbriche. Alla fine si arriva al voto, la forza delle parole di Bianca ha fatto breccia su quasi la metà del Consiglio.
Il sipario cala prima che quell’ultimo voto faccia la differenza. Ma quello su cui si doveva riflettere appare chiaro anche senza il lieto o il tragico finale. Rinunciare a dei diritti acquisiti significa preparare il terreno ad altri compromessi, e soprattutto a rendere sempre più precario e avvilente il ruolo dei lavoratori e delle loro conquiste.
‘7 minuti’ è uno spettacolo efficace ed emozionante che ci racconta, con sensibilità e lucidità, storie e situazioni sempre più diffuse negli ambienti lavorativi.
La penna del drammaturgo Massini vibra, potente, a ogni dialogo, ricordando alla platea un sentimento che condiziona ogni attimo della nostra vita: la paura, che a volte ci rende vili, e che combatte ogni giorno con il nostro senso di giustizia e di dignità.
Anna Merola
Foto: Manuela Giusto
Teatro Tor Bella Monaca
dall’8 al 13 aprile
7 minuti
di Stefano Massini
Regia Claudio Boccaccini
con Viviana Toniolo, Silvia Brogi, Liliana Randi, Chiara Bonome, Chiara David, Francesca Di Meglio, Mariné Galstyan, Ashai Lombardo Arop, Maria Lomurno, Daniela Moccia e Sina Sebastiani
Musiche originali Massimiliano Pace
Registi assistenti Fabio Orlandi e Andrea Goracci
Scene Eleonora Scarponi
Tecnico luci e fonica Francesco Bàrbera
